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Mamme e Supermamme


Diciamoci la verità.
Questo mondo di mamme super, sempre in forma smagliante, sorrisone a ottantadue denti e agenda stracolma di impegni lavorativi, ricreativi e sociali, a cominciare dal giorno stesso in cui hanno sfornato il frutto del loro ventre…ha un po’ stroppiato.
A me, sinceramente, fa girare anche un po’ i cosiddetti, ma è una reazione mia personale e non mi sbilancio a farne un comunicato generalizzato e valido per todo el mundo.
Chiariamoci.
Io sono superfavorevole al rientro al lavoro il più presto possibile. Soprattutto per chi, come me, è stata una workaholic prima di rimanere incinta, e probabilmente lo sarà per tutta la vita nonostante cerchi di disintossicarsi in ogni modo possibile e immaginabie, lecito e illecito.
Sono favorevole perché ritengo che una donna che prima di diventare mamma ha ricoperto un ruolo non dico “importante” o “di rilievo” – perché poi alla fine il punto non è esclusivamente questo – ma dico di responsabilità, all’interno di una qualche organizzazione di persone che in qualche modo “contavano” su di lei…beh, ritengo che quella donna avrà bisogno di ritornare il prima possibile ad occuparsi in maniera più o meno importante delle cose che costituivano la sua vita precedente.
O decide di averne abbastanza, taglia i ponti con tutto e si dedica esclusivamente alla cura del suo cucciolo, prendendo in tal modo una decisione ragionata, che lei ritiene sia il meglio per sé, oppure dovrà per forza tornare al più presto a prendere visione (per non dire possesso) delle cose che ha lasciato (che non saranno mai più così come erano prima della maternità, questo è poco ma sicuro), riprendere le fila di tutto e riorganizzare al più presto la sua vita nel modo più semplice possibile, che le consenta di sopravvivere essendo raddoppiato il bisogno che c’è, di lei.

La polemica nata dal fatto che la  Hunzicher sia tornata a lavorare a quattro giorni dal parto della secondogenita, per alcuni momenti ha infiammato anche me.  La diffusione gossip-indirizzata di comunicati verbali presunti veri, che suonavano come “E’ possibile se solo lo si vuole”, e non verbalizzati ancora più aggressivi : “Guardate me, che non faccio la piattola spettinata, e invece di aggirarmi come una megera per la casa disordinatissima, seguendo senza un programma le bizze di un piccolo essere che caca, rigurgita e piange in continuo, me ne vado in giro superfiga e felice, dimostrando che posso lavorare e fare la mamma di un neonato al tempo stesso!”…mi ha fatto sentire oltremodo offesa e presa per stupida.
La mia prima reazione è stata di scendere per strada mettendomi a sbraitare: “Ma fatemi il piacereeeee!!!!! Che razza di insulso messaggio è questo??? State cercando DAVVERO di mortificare tutte le mamme comuni che faticano terribilmente a trovare un equilibrio dopo il parto, in quei difficili momenti in cui impieghi una giornata intera per riuscire ad attaccare al seno il bebè, e anche solo farti da mangiare o andare a far pipì sembra un lusso??? Mi dispiace per voi, ma io NON CI STO a farmi prendere per scema, a lasciarmi convincere del fatto che, se io ho fatto fatica, è solo perchè sono stata incapace di organizzarmi!”
Se questa o altre signore dello spettacolo o del bel mondo possono ritornare a lavorare placide e tranquille, è perché possono affidare la cura del loro cucciolo a qualcun altro!
E non lo dico perchè sono una mammaatempopienofondamentalista, che non ammette altro tipo di maternità all’infuori del mio personale modello, anzi! Lo dico proprio perchè ho dovuto tornare a lavorare presto, prestissimo!
Già da quando mio figlio aveva 4 giorni, telelavoravo da casa. Stressandomi perchè ci mettevo il triplo del tempo a fare una semplice operazione, perchè sul più bello lui si svegliava e reclamava le mie attenzioni, perchè nel bel mezzo di una telefonata, lui iniziava a strillare….
Sono poi tornata al lavoro quando aveva 2 mesi. Mi sono dotata di tutto il necessario: babysitter, nonna, ausili di conforto per ogni evenienza (culla, box, passeggino, sdraietta, babaccetti, sterilizzatore, scalda biberon, etc etc etc)…ma onestamente vi confesso che, nonostante avessi tutto l’aiuto necessario, non ho lavorato che il 30% del tempo che mi sono trattenuta al lavoro.
Perché, comunque, un neonato ha bisogno di mille cose che solo la mamma può dargli, e questo non è compatibile con il lavoro.
Se ritorni a lavorare e lasci il bambino a casa, rinunci a dargli ciò di cui lui/lei ha bisogno nei primi giorni di vita, ed è una tua scelta. E’ così, non c’è niente da fare.
Se invece te lo porti dietro, sarà il lavoro a risentirne e quindi non si può dire che chi lavora con i figli al seguito, lavori a pieno ritmo. E’ vero che farà 10 volte più fatica, ma per quanto sia organizzata ed efficace, e rapida nel fare ciò che fa, non avrà la libertà di dedicarsi completamente a ciò che deve fare, e sarà per la maggior parte del tempo divorata dal pensiero di essersi persa qualche pezzo per strada (del lavoro, del figlio…).
Tutto questo lo dico basandomi puramente sulla mia esperienza personale. Quindi può benissimo darsi che io sbagli, e che ci siano invece mamme che hanno figli che dormono tutto il tempo in cui vengono portati al lavoro, si svegliano solo per mangiare dal biberon (che gli può propinare qualcun altro e non esclusivamente la mamma) e fare i bisognini, e per il resto se ne stanno tranquilli nella culla a guardare il cielo, mamme quindi che possono pienamente smentire la mia visione dei fatti.
Mio figlio non è stato così, azzerderei per fortuna, e quindi la mia esperienza di rientro al lavoro è stata molto impegnativa, a tratti stressante e faticosissima.
Ma sicuramente mi ha fornito una sferzata di adrenalina che ha aiutato il mio umore pesantemente compromesso dallo stare a casa da sola tutto il giorno con un piccolo bisognoso, per oltre 14 ore ogni giorno.
E’ andata meglio così, per me. Ma non è stata una passeggiata di salute.
Per questo, rifiuto il modello inverosimile che cercano di propinarci con un battage pubblicitario che a mio parere mira a far sentire le donne comuni ancora più inadeguate e mediocri.
Già la pubblicità ci impone un modello estetico iraggiungibile (se vogliamo mantenere un equilibrio mentale e fisico chiamato “salute”)…adesso, cercano anche di proporci un modello di madre WonderWoman che spacca il mondo dal giorno dopo il parto …eeeeh no belli, non ci sto proprio!
Perché, che mi dite di quell’altro genio che propugna il sesso sfrenato quotidiano dal giorno dopo il parto??? Ma per carità…una c’ha una pagnotta gonfia informe e mezza cucita di traverso, fa fatica persino a camminare e star seduta…e quella  “Oh sì sì, sesso a volontà, è l’unica salvezza per la coppia dopo la nascita di un figlio”….

Quindi, devo riconoscere che ho apprezzato moltissimo la smentita della diretta interessata, che si è tirata fuori dalla polemica suscitata intorno a sè, dicendo di se stessa di essere una “privilegiata” [http://www.liberoquotidiano.it/news/spettacoli/1331698/Michelle-Hunziker-torna-a-lavoro-dopo-4-giorni-dal-parto—Ma-non-sono-un-modello-da-seguire-.html].
Chapeau, Michelle, sei stata molto sincera e ti ringrazio!

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