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Una pausa e due parole

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Tempo fa sono stata intervistata da Mavie.it.
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Ripropongo qui l’intervista completa -di cui era stato pubblicato un estratto qui– perchè mi era piaciuta molto.

1- Se ti dovessi descrivere, che parole useresti? Ne puoi scegliere solo 5.
ostinata
versatile
faceta
premurosa
inquieta
2- In questo momento della tua vita ti senti più mamma, donna o moglie?
Forse donna, che trovo sia il sostantivo del dizionario italiano che racchiude più significati in assoluto di tutti gli altri, forse anche più di “cosa” ;).

3- Come si svolge una giornata tipo nella tua famiglia?
La mia sveglia suona alle 6,30.
Preparo la colazione per tutti quanti; per le 7,00 sveglio gli uomini.
Per le 7,45 dobbiamo essere pronti a partire di casa. Accompagno mio figlio di 4 anni all’asilo e poi scappo al lavoro.
Il mio lavoro termina nel migliore dei casi alle 18, quindi per la gestione di mio figlio fino al mio rientro, devo sempre affidarmi a qualcuno: babysitter, nonni…
Alle 19,30 in genere sono a casa. Cucino, sparecchio, preparo un paio di cose per il giorno successivo alla velocità della luce, e poi cerco di giocare un po’ con il mio tesoro, che sicuramente per il fatto che non mi vede mai durante il giorno, ha sviluppato una resistenza al sonno notevole.
Riesco a spegnere il suo chiacchiericcio non prima delle 23,15.
Se ce la faccio, leggo ancora qualcosa e poi crollo.
Ho parlato per lo più al singolare, perché il mio consorte lavora all’estero, e sono da sola almeno 3 giorni a settimana.

4- Cosa ti ha dato e cosa ti ha tolto l’essere madre?
Mi ha dato un obiettivo certo, definito, inviolabile.
Nella mia vita ne ho sempre avuti, anche di molto importanti in cui ho creduto e credo ancora fermamente, ma sono una persona che si mette continuamente in discussione, e quindi in molte occasioni mi sono trovata a domandarmi se stessi agendo nel giusto o meno, se ciò che stavo perseguendo fosse o meno realizzabile, cose così…per mio figlio è diverso.
Lui viene prima di ogni altra cosa, e ciò che io faccio in ultima analisi riguarda sempre lui, punto e basta.

Mi ha tolto forse la leggerezza, l’incoscienza di dire “chi se ne frega, faccio un po’ come mi pare, perché mi gira così”…ma credo che sia un bene.

5- Come concili il lavoro con la famiglia?
Domanda difficile, argomento complicato. Credo che potrei scrivere un libro sulla madre lavoratrice e le sue titaniche peripezie: sono una mamma molto impegnata dal lavoro, in termini sia di ore che di impegno mentale, e posso dire che quanto più torno a casa sfinita ma soddisfatta dal lavoro, tanto più mi faccio cogliere da mille paturnie su quante cose di mio figlio mi sono persa nel frattempo.

6- Hai una passione che coltivi?
Suono l’arpa

7- Il tuo libro del cuore…
Forse Seta di Alessandro Baricco, ma sono una lettrice incallita, faccio fatica a fare una scelta

8- La tua canzone del cuore…
“A Chiara piace vivere” dei Gemelli diversi, trovo che mi rappresenti in pieno

9- Il posto che hai visitato e che ti ha lasciato il segno.
Il Monferrato, dove vivo. Trovo che le colline abbiano una bellezza così equilibrata e rilassante da essere quasi commovente.

10- La cosa che ami di più fare.
Probabilmente scrivere.
Amo fare molte cose, sono un’entusiasta e devo dire che ho parecchio coraggio, cioè sono sempre abbastanza convinta che “se c’è qualcuno che ha saputo farlo, perché non posso provarci anche io?”…però scrivere è forse l’attività che più di altre in assoluto, mi dà di più.
Mi rilassa, mi appassiona, mi appaga

11- Il tuo piatto preferito.
Pesce crudo, sushi o anche in forme più europee
12- Matrimonio o convivenza?
Di getto, risponderei che forse ritengo che nella convivenza ci sia meno spazio per la bugia, la situazione di comodo, insomma “stiamo insieme perché ci va e non perché lo dice un legame giuridico”…però non è la mia ultima parola, cioè….ciascuno cerchi (e trovi) la dimensione in cui sta meglio: non ho simpatia né antipatia verso nessuna delle due situazioni.

13- Fatti o parole?
Credo ci vadano tutti e due, ma è molto meglio che le seconde siano ponderate e assolutamente necessarie. Una cosa che non sopporto molto, è la chiacchiera vuota, quella che non porta a nulla e troppo spesso ferisce gratuitamente.

14- Quanto conta per te l’amicizia e che ruolo ha nella tua famiglia?
Per me conta molto, ed è un fatto che attiene alla personalità, allo scambio di emozioni, calore, affetto, alla condivisione di sofferenze e gioie, alla vicinanza anche solo nei gesti e nelle parole.
Non ho mai fatto un’equivalenza di amicizia e quantità di frequentazioni: ho amicizie che durano da una vita, e continuano ad essere legami forti che mi porto dentro nonostante passi molto tempo tra un incontro e l’altro; ho amicizie profonde anche con persone che vivono dall’altra parte del pianeta…per assurdo, continuo a provare un forte sentimento di legame anche con amici carissimi che ora non ci sono più.

 

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